A Milano, in qualsiasi periodo dell’anno, trovi una mostra a Palazzo Reale.
Ma se volessi visitare Palazzo Reale?

Accanto al Duomo oggi troveresti una struttura quasi del tutto vuota, perché la sua storia si è persa nel tempo e nello spazio e alla fine è stata dimenticata anche da tutte quelle migliaia di milanesi che continuano ancora oggi a frequentare il piano terra del palazzo per visitare una mostra o festeggiare un matrimonio.

Per questo abbiamo viaggiato attraverso i secoli e raccolto frammenti di storie che meritano di essere raccontate: personaggi illustri e bizzarre creature hanno vissuto qui o vi hanno sostato anche solo per un giorno. Ci hanno chiesto di tornare a Palazzo Reale, per non essere dimenticati. Non abbiamo potuto accontentarli tutti, ma la ricerca continua.

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La storia dimenticata di una grande icona milanese.

Un Palazzo senza corte e senza tetto.

1900

Agli inizi del Novecento a Palazzo Reale si sono svolti l’ultimo ricevimento e l’ultima visita ufficiale. Nel 1919, infatti, la residenza venne aperta al pubblico con la cessione da parte di Casa Savoia allo Stato italiano.
I bombardamenti del ’43 lo colpirono gravemente, lasciandolo per due anni senza tetto e completamente esposto alle intemperie e al degrado.
Oggi è uno dei centri culturali più importanti della città di Milano, sede di mostre ed eventi.

1953

Guerra all'indifferenza

1919

Il presidente che parlava alle nuvole

1936

A maniche corte

Grandi lavori a corte

1700-1800

Il governatore Giovanni Luca Pallavicini rinnova a sue spese gli arredi. I lavori di ristrutturazione di Palazzo Reale cominciano nel 1773 ad opera dell'architetto Giuseppe Piermarini, affiancato da Leopold Pollack.
Intanto vengono realizzate la Salle à manger, destinata a cene e pranzi di gala e la Sala delle Cariatidi, un'immensa sala da ballo progettata da Francesco Conte con l'apporto di Antonio Galli, le statue di Gaetano Callani e di Giuseppe Franchi e gli stucchi bianco-oro dell’Albertolli. A causa dell’ennesimo incendio che brucia il teatro di Corte nel 1776 si decide di erigerne uno al di fuori del Palazzo: il Teatro alla Scala.
Nel 1859, con l’annessione della Lombardia al Piemonte, il palazzo diventa proprietà della famiglia reale dei Savoia: Milano non è più capitale.

1800-1807

I Fasti di Napoleone

1717

Rediviva Hilaritas Publica

1771

Gente inutile a Palazzo

Come una fenice: brucia ancora, e rinasce.

1500-1600

Con il dominio francese la corte viene trasferita dal Castello Sforzesco a Palazzo Reale.
Re Francesco restituisce al popolo una parte del Palazzo per ingraziarsene i favori.
Con il governatore spagnolo Ferrante Gonzaga il Palazzo viene modificato e diviene la residenza del governo milanese.
In questo periodo nasce anche il primo Teatro di Corte.
Il Seicento colpisce Palazzo Reale con la peste e le guerre: il Teatro andrà distrutto e per quasi vent’anni l’attività teatrale milanese verrà interrotta.

1553

La festa si concluse all'alba

1600

Meneghin Peccenna

1548

"Già sta cavada!"

Splendore e decadenza.

1300-1400

Palazzo del Broletto Vecchio: è questo il primo nome di Palazzo Reale. Costruito nel 1138 dove nell'alto Medioevo si teneva il mercato e si bruciavano i condannati a morte, è prima sede del governo comunale della città e poi sede stabile della signoria con Matteo Visconti. Il Palazzo è cresciuto per addizioni successive. Vi lavorò Giotto, chiamato a Milano da Azzone Visconti, e in seguito vi soggiornò anche Petrarca. Nel 1330-36 Azzone lo ricostruì attorno a due grandi cortili; il primo fu demolito per dare spazio al duomo, il secondo coincide quasi interamente con l'attuale cortile interno. Gli Sforza preferiranno all’Arengo (altro nome con cui era definito all’epoca) la residenza del castello.

1412

Il duca e i mastini

1329

Lo Zoo di Azzone

1336

L'orologio mirabile

Il cerchio sacro.

VI sec. a. C.-1300

La storia del Palazzo ebbe inizio prima ancora che fosse edificato. Se oggi potessimo affacciarci a una finestra che dà sul VI sec. a. C. molto probabilmente nell’area di piazza del Duomo vedremmo un grande santuario celtico, un medhelan, a cui si accedeva attraverso un tracciato di sentieri corrispondente alle attuali corso Vittorio Emanuele, piazza Duomo, Cordusio e via Broletto. Più tardi il medhelan fu fortificato, e con Augusto perse il suo carattere sacro e vi si cominciarono a costruire abitazioni. Restò l’eco della sua presenza nel termine "arengario", dal germanico ring, "cerchio", luogo di raduni.

VI sec. a. C.

La scrofa che grugniva alla luna

VI - V sec. a. C.

Mediolanum: "la terra sacra del mezzo"

1100

Un drago a Palazzo

Chi ci è nato, spesso, dà per scontata la sua bellezza. Troppo impegnato a dimostrare al mondo che qui se sta mai coi man in man. Chi è Suo ospite, invece, impara solo col tempo ad apprezzarla, perché Milano è riservata e non ostenta mai. È una Vecchia Signora che ama farsi scoprire piano piano.

I giovani creativi di DigitasLBi l’hanno capito. Provenienti da diverse parti del mondo, si sono ritrovati a Milano per vedere realizzati i propri sogni. Dopo qualche mese hanno deciso di fare un regalo alla città che li ha adottati, restituendole un pezzo dimenticato della propria storia. Così nasce questa mostra virtuale, che vuole riportare alla memoria le mille vite che il Palazzo Reale di Milano ha vissuto, trasformandolo in un involontario protagonista.

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